Molte persone si interrogano su quale sia il termine corretto tra "curriculum vitae" e "curriculum vita". La risposta netta e inequivocabile è che la forma corretta è curriculum vitae. Ma da dove deriva questa espressione e qual è il suo significato? Scopriamolo insieme.
L'uso del curriculum vitae ha origini antiche. Già Leonardo da Vinci nel 1482 scrisse un documento simile a un CV per presentare le sue competenze al Duca di Milano. Tuttavia, il concetto moderno di CV si è diffuso soprattutto nel XX secolo con la crescente importanza della documentazione delle esperienze professionali e formative nel mondo del lavoro.
"Curriculum vitae" è un'espressione latina che significa "corso della vita".
Quindi, "curriculum vitae" indica letteralmente il "percorso della vita", ovvero l'insieme delle esperienze professionali e formative di una persona.
Sebbene "curriculum vita" sia scorretto, esistono alcuni contesti accademici negli Stati Uniti in cui il termine "Vita" viene utilizzato come abbreviazione per "curriculum vitae", specialmente in candidature universitarie o per pubblicazioni. Tuttavia, questo uso è piuttosto raro e limitato agli ambienti accademici, mentre nella maggior parte del mondo il termine corretto rimane "curriculum vitae" o la sua abbreviazione CV.
L'errore nasce dalla convinzione che "vita" sia sufficiente a descrivere il concetto, ma in latino il termine deve essere declinato al caso genitivo per indicare "della vita". Dire "curriculum vita" sarebbe grammaticalmente scorretto, poiché "vita" rimane al nominativo, non specificando correttamente il senso della frase.
La parola "curriculum" è di origine latina e il suo plurale corretto in latino è "curricula". Tuttavia, in contesti informali o meno rigorosi, soprattutto in italiano, si usa spesso anche "curriculum" invariato come forma plurale.
In inglese, il plurale più comune è anch'esso "curricula", ma non è raro trovare "curriculums" nei contesti più colloquiali. Ad esempio:
Quindi, se devi scrivere in un contesto formale o accademico, la scelta migliore è "curricula", mentre nell'uso quotidiano entrambe le forme sono accettate.
Nei paesi anglofoni esistono due termini principali per indicare il curriculum: resume e curriculum vitae (CV). La scelta tra i due dipende dal contesto e dalla nazione in cui si utilizza.
Sebbene esista una differenza formale tra "resume" e "CV", negli Stati Uniti il termine "resume" viene spesso utilizzato come sinonimo di "curriculum vitae" nella ricerca di lavoro al di fuori dell’ambito accademico. Questo porta a una certa confusione tra i due termini, ma nella pratica, chi cerca lavoro negli Stati Uniti o in Canada dovrebbe presentare un resume, mentre chi si candida per posizioni accademiche o internazionali dovrebbe preparare un CV.
Il formato Europass è utile quando è richiesto esplicitamente e quando si cerca lavoro in ambito internazionale, soprattutto nei paesi dell'Unione Europea, dove è riconosciuto e apprezzato dai datori di lavoro e dalle istituzioni. È particolarmente indicato per chi desidera candidarsi a posizioni nel settore pubblico, partecipare a programmi di studio o formazione finanziati dall'UE, oppure quando si ha bisogno di un CV standardizzato per concorsi e bandi ufficiali. Tuttavia, per le candidature in aziende private, specialmente in settori creativi o innovativi, può essere preferibile un formato più personalizzato e moderno.
L'ideale, di solito, è un CV di massimo due pagine, gradevole alla vista, che presenti le informazioni in modo simile e compatibile con il formato Europass.
Per rendere il tuo CV efficace, segui queste regole:
Ora sai che "curriculum vitae" è la forma corretta, grazie alle sue radici latine e al suo significato preciso di "percorso della vita". Se stai creando il tuo CV, assicurati che sia ben strutturato e adatto alle esigenze del mercato del lavoro.
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